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venerdì 10 marzo 2017

Unwind, Neal Shusterman

Hi my preciousss!
Notate qualcosa di diverso? Come avevo detto su facebook, mi ero un po' stufata dell'ultima grafica, soprattutto perché il marrone non rientra tra i miei colori preferiti e quindi ho deciso di cambiarla. Nonostante volessi fare qualcosa di primaverile, ho finito per optare per un viola scuro dopo aver visto questa fan art di Haku e Chihiro (da La città incantata ). ♥ Comunque, oggi vi volevo lasciare la recensioni di un libro che ho letto qualche settimana fa e che mi ha piacevolemente sorpresa!

→ Unwind [Unwind Dystology #1] | Unwind: La divisione
→ Neal Shusterman
→ Simon & Schuster
→ 384 pagine
→ 2 giugno 2009
Goodreads

La seconda guerra Civile, che passò alla storia come la Guerra Morale, fu un conflitto lungo e sanguinoso, combattuto negli Stati Uniti su un'unica questione: l'accettazione o meno dell'aborto. Per mettervi fine, venne approvata una serie di emendamenti nota come Legge sulla Vita, che accontentò sia lo schieramento abortista, sia quello antiabortista. La Legge stabilisce che la vita umana è intoccabile dal momento del concepimento fino a quando un bambino compie tredici anni. Fra i tredici e i diciotto, però, i genitori possono decidere di abortire in modo retroattivo a condizione che, tecnicamente, la vita dell'adolescente non finisca. A questo scopo, tutti gli organi del ragazzo verranno impiantati in persone in attesa di trapianto, le quali manterranno una memoria del donatore. Il processo tramite cui il ragazzo viene allo stesso tempo eliminato e tenuto vivo si chiama Divisione. È una pratica largamente accettata dalla società. Connor ha sedici anni, Lev tredici e Risa quindici. Tutti e tre hanno uno stesso destino: essere Divisi. Tutti e tre vogliono sfuggire a questo destino, e sono pronti a combattere.


Con questo libro sono andata un po' ad istinto perché non avevo mai letto nulla di questo autore (a parte due capitoli di Scythe) e non avevo idea se mi sarebbe potuto piacere o meno; l'unica cosa era che avevo visto molte recensioni positive quindi è stato questo il motivo che mi ha convinto a prendere il cartaceo. Come ho fatto a perdermi questo autore e i suoi libri per tutto questo tempo? Questi ultimi anni in cui sono entrata a far parte della blogsfera ho conosciuto molti più autori e ho cominciato a tenermi più aggiornata ma di Shusterman non ne avevo mai sentito parlare e ancora adesso mi chiedo perché. Unwind non è stato un capolavoro ma sicuramente è stato un libro intrigante, misterioso e originale. Shusterman tratta di questo argomento di cui non mi ci sono mai soffermata e ti fa pensare e immaginare come sarebbe la nostra società se qualcuno decidesse di fare quello che, appunto, è accaduto nel libro. Personalmente, non ho mai dato troppo peso al trapianto di organi (non nel senso che non me ne è mai importante eh) e vedere come questa cosa abbia trasformato i personaggi di questo romanzo mi ha scioccato per un momento. Ci sono state alcune scene che, magari anche solo per una frase, mi hanno fatto venire i brividi e mi hanno mostrato un lato della società umana che, secondo me, non esiste solo in questa serie. 
In a perfect world everything would be either black or white, right or wrong, and everyone would know the difference. But this isn’t a perfect world. The problem is people who think it is.
Nel romanzo sono presenti più punti di vista ma i principali sono quelli di Connor, Risa e Lev, tre ragazzi, ognuno diretto al campo degli unwind, le cui strade, per un motivo e per l'altro, si scontrano e i tre riescono a scappare insieme. Il legame tra di loro all'inizio è molto fragile perché sono ragazzi che si sono ritrovati soli, senza più un punto di riferimento, e non riescono a fidarsi gli uni degli altri; tuttavia, man mano che cominciano a passare più tempo insieme e ad attraversare avventure tutt'altro che semplice troveranno l'uno nell'altro tutto quello che hanno perso o che non hanno mai avuto. Lo stile dell'auote mi è piaciuto perché abbastanza scorrevole, anche se avrei preferito qualche descrizioni in più dei personaggi. Il livello di inglese, invece, non è molto alto e lo inserirei in un medio e, infatti, non ho avuto quasi nessun problema durante la lettura. In conclusione, Unwind è un thriller che ti prende fin da subito e che, secondo me, vale la pena di leggere. Ah, una cosa: se lo leggerete, non prendete alla leggera la storia di Humphrey Dunfee. ;)

Love it! +

Che ne pensate? Avete letto Unwind? ☺

sabato 5 novembre 2016

Cress, Marissa Meyer

Hi my preciousss!
Come è andata la vostra settimana? Io l'ho dedicata soprattutto ai libri (la maggior parte scolastici...) e ho finito proprio ieri Cress. ♥


→ Cress [The Lunar Chronicles #3]
→ Marissa Meyer
→ Square Fish
→ 582 pagine
→ 27 Gennaio 2015
Goodreads

Cress ha solo sedici anni e per gran parte della sua vita ha vissuto prigioniera o, come preferisce dire lei, "damigella in difficoltà" su un satellite in orbita nello spazio, dove gli unici contatti con l'esterno sono avvenuti tramite Internet. Ed è proprio attraverso la Rete che viene contattata dalla Rampion, la nave spaziale del capitano Carswell Thorne, sulla quale viaggiano anche Cinder, Scarlet e Wolf. Cress, infatti, negli anni di isolamento forzato è diventata una hacker eccezionale, e proprio per questo motivo pare l'unica speranza per mettere in atto il piano di Cinder e sconfiggere una volta per tutte la regina Levana e il suo terribile esercito prima che invadano la Terra. Per farlo, però, Cinder e i suoi devono prima di tutto liberare Cress. Peccato che, una volta approdati sul satellite in cui è imprigionata, il piano non vada esattamente come previsto. 


Questa serie è migliorata di libro in libro e, nonostante il primo non mi avesse preso poi così tanto, il secondo era stato molto più interessante e questo terzo volume mi è piaciuto così tanto che è diventato il mio preferito della saga! La storia comincia subito con il capitolo di Cress, l'hacker Lunar che si trova su un satellite nello spazio, la quale, nonostante lavora per la regina, sta cercando di aiutare Cinder e la sua squadra da molto tempo; invece, questi ultimi al momento si trovano sulla navicella dopo essere scampati ad uno scontro. Già dall'inizio del libro mi sono innamorata di Cress che con i suoi sogni fiabeschi e la sua goffaggine con le altre persone mi ha fatto tanta tenerezza: ormai è diventata il mio personaggio preferito della serie (insieme a Thorne ♥)! Lei non è stata l'unico personaggio che ho apprezzato un sacco durante la lettura di questo terzo libro, infatti un altro che ho adorato è stato il Capitano Thorne: mi era già piaciuto in Scarlet ma qua l'ho proprio amato.

“Captain,” she murmured.
“I think I’m in love with you.”
An eyebrow shot up. She counted six beats of his heart before, suddenly, he laughed.
“Don’t tell me it took you two whole days to realize that. I must be losing my touch.” 

Un altro motivo per cui ho apprezzato molto di più la lettura è stata la storia che è diventata molto più interessante, con nuovi colpi di scena, rivelazioni scioccanti e molta più azione. In particolare, si è cominciata a vedere la vera lotta che farà Cinder e la sua squadra con Levana e tutti quelli che l'appoggiano. Finalmente, si vede come le cose si stanno smuovendo davvero e tutti devono decidere da che parte stare. Questo libro mi ha fatto davvero entrare nella storia e ormai sono troppo presa dagli avvenimenti per lasciar passare troppo tempo prima di prendere l'ultimo capitolo della serie. Lo stile della Meyer mi è piaciuto come sempre e per chi lo volesse leggere in inglese, è abbastanza semplice. A questo punto non vedo l'ora di leggere l'ultimo anche perché sono molto curiosa di conoscere meglio la principessa Winter che ho solo intravisto in un capitolo e già adoro!

Love it! +

venerdì 23 gennaio 2015

Recensione | L'ultimo Cavaliere


Titolo: L'ultimo Cavaliere - La Torre Nera #1
Titolo originale: The Gunslinger - The Dark Tower #1
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 224
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2003
Goodreads: QUI


Una saga fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l'eterno, epico scontro fra il bene e il male s'incarna in uno dei più evocativi paesaggi concepiti dall'autore: Roland di Gilead, l'ultimo cavaliere, leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre proibita.


Questo è stato il primo libro di King a non essere horror e un po' mi ha fatto strano, abituata a leggere solo quel genere suo! Devo dire che un pochino mi ha delusa perché mi aspettavo di più dalla storia. All'inizio mi sono trovata un po' spaesata perché non capivo cosa stava succedendo e per via dei tanti flashback che usa King. Diciamo che fino a quando Roland non incontra Jake è stato un pochino noioso ma dopo, quando si comincia a scoprire il passato di questo pistolero, mi ha presa di più.
Il mistero più grande che ci offre l’universo non è la vita ma la dimensione. La dimensione comprende la vita, e la Torre comprende la dimensione. Il bambino domanda: papà, che cosa c’è sopra il cielo? E il padre risponde: l’oscurità dello spazio. Il bambino: che cosa c’è oltre lo spazio? Il padre: la galassia. Il bambino: e oltre la galassia? Il padre: un’altra galassia. Il bambino: oltre le altre galassie? Il padre: nessuno lo sa. Capisci? La dimensione ci sconfigge.
La missione di questo pistolero è di prendere l'Uomo Nero e di ucciderlo. Il perché non si sa o almeno io non l'ho capito bene. Roland farebbe di tutto pur di arrivare al suo scopo e molte volte diventa spietato e senza sentimenti. Ma lascia entrare, anche se per poco, nella sua corazza Jake, un ragazzino sperduto nel deserto che sembri provenire da un epoca assai diversa da quella in cui vivono. Jake non è stato male come personaggio anche se non ho potuto conoscerlo a fondo anche per via del suo passato assai nebuloso. Però avrei apprezzato che mi fosse spiegato perché Jake era lì, solo nel deserto, che viveva in un mondo di molti anni dopo e perché sia stato portato lì dall'Uomo Nero in persona. Un'idea me la sono fatta ma avrei voluto che King fosse stato più chiaro.
L'uomo in nero fuggì nel deserto, ed il pistolero lo seguì
Il personaggio del pistolero mi è piaciuto molto e mi è piaciuto anche il suo passato un po' turbolento e, sì, triste. Il finale è stato un po' strano però mi induce a leggere il secondo libro per capire di più, visto che in questo primo volume non ci viene rivelato molto e la Torre Nera, che viene accennata qualche volta, non si sa nulla. Lo stile mi è piaciuto perché, nonostante King fosse più giovane, l'autore non ha mai abbandonato il suo modo di scrivere e le sue descrizioni e i suoi racconti sono sempre scritti bene. Se non fosse stato per la storia un po' confusa lo avrei valutato molto di più ma mi hanno detto di continuare e quindi lo farò anche per dare delle risposte alle mie molteplici domande.



sabato 17 gennaio 2015

Recensione | Space Runners

Buon pomeriggio lettori :3
Questa settimana mi sono ripresa con le letture visto che non ho avuto cose importanti a scuola e anche perché mi sono un po' staccata dal telefilm che sto seguendo ora, Pretty Little Liars, che adoro! Sono arrivata alla terza serie ma adesso sto andando più a rilento perché devo dedicarmi anche alle mie letture. u.u
Comunque fra poco vado a vedere al cinema The Imitation Games con Benedict (*-*) e spero che sia bello! Vi lascio con una mini-recensione di questo libro!

Titolo: Space Runners
Autore: Daniele Federico
Editore: Selfpublishing
Pagine: 94
Prezzo: 0,99 € | Amazon
Data di pubblicazione:
Goodreads: QUI


Nove giugno 2234. La nave da ricognizione Mercury ritrova presso la galassia di Larterus una navetta monoposto di origine terrestre; al suo interno un essere umano criogenizzato. In un mondo in cui i sentimenti sono oramai dimenticati, il comandante Haven si trova faccia a faccia con Daniel, un ragazzo privo della sua memoria e proveniente da un'altra epoca. Le seguenti indagini svelano gli avvenimenti e lo scopo della missione "Space Runners" a cui Daniel aveva preso parte. Una missione che interessa al comandante molto più di quanto egli creda...

Scopo della missione: oltrepassare i confini dell'universo.
Ho letto questo libro in mezz'ora ed è stata davvero una bella lettura, molto leggera ma che mi ha fatto pensare molto a tante cose importanti a cui, di solito, non penso mai. 
Il protagonista della storia è Daniel Lewis che decide di andare in questa missione per oltrepassare i confini dell'universo. Daniel vuole partecipare a questa missione per far vedere a se stesso che non è inutile, che nonostante abbia perso l'uso delle gambe può ancora essere importante di questo mondo. Così è determinato a completare questa missione e con lui va anche Claire, una sua amica molto importante che, invece, pensa più ai suoi sentimenti e alla sua vita che alla sua importanza per il mondo. Nel libro vediamo il punto di vista di Daniel durante la sua missione e quello del comandante John che cerca di fargli delle domande dopo che lo hanno recuperato in seguito al fallimento della sua missione. Possiamo vedere come il mondo è cambiato tantissimo e i sentimenti degli essere umani sono cose superflue e molti di loro non sanno nemmeno cosa siano. Infatti quando il generale parla con Daniel si sente un po strano perché vede quest'umano che si comporta e parla in maniera differente dalla loro: con i sentimenti. 
Con un cuore cambiato non si guarda più il mondo come prima.
La storia mi ha preso particolarmente dopo che Daniel e gli altri della missione avevano fatto il secondo salto nello spazio. Lo stile dell'autore mi è piaciuto e non mi ha mai fatto mai annoiare; inoltre la storia è scritta con solo dialoghi oppure con rapporti e mi è piaciuto questo stile come prima volta. Per quanto siano state solo 94 pagine la storia mi è restata dentro e mentre leggevo mi sentivo molto coinvolta perché mi ha fatto pensare al mondo, agli esseri umani e a quanto siano importanti i sentimenti: assolutamente un libro che secondo me merita molto! Sicuramente consiglierei il libro a chiunque voglia rilassarsi un po' in compagnia di una piacevolissima lettura.



giovedì 24 luglio 2014

Recensione: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

TITOLO: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
TITOLO ORIGINALE: Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde
AUTORE: Robert Louis Stevenson
EDITORE: BUR rizzoli
PREZZO: 6 €
PAGINE: 134
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1886
TRAMA: Il singolare "caso" del dottor Jekyll e del suo doppio, il signor Hyde, diventa teatro di uno spietato confronto tra istinto e ragione, tra le esigenze della virtù e le pulsioni più oscure e ribelli che albergano ne] cuore dell'uomo. Scritto in maniera lucida ed essenziale, divenuto ormai un classico dell'horror per il clima di mistero e di terrore in cui si svolge la vicenda, questo racconto ha pagine di alta potenza suggestiva, che uniscono al brivido e alla suspense lo spirito austero e ferrigno dei sermoni.









Ciao! Ho appena finito di leggere un libro che mi ha appassionato molto ossia "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" di Robert Louis Stevenson! È un romanzo psicologico che ci fa capire quanto la natura umana possa essere stravolta e cambiata a seconda delle nostre scelte.

Come la bontà splendeva sulla fisionomia dell'uno, la malvagità era ampiamente e chiaramente scritta in faccia all'altro.

La storia viene raccontata in prima persona dal signor Utterson, caro amico del dottor Jekyll, che si dimostra preoccupato per lo strano legame presente tra il rispettabile dottor Jekyll e la figura ripugnante e misteriosa del signor Hyde. Nonostante Utterson cerchi di avvicinarsi all'amico e di far valere le sue preoccupazioni, il dottor Jekyll si rifiuta categoricamente di chiudere i rapporti con il signor Hyde. Quando però quest'ultimo arriva ad aggredire e uccidere una nota personalità politica, Jekyll decide finalmente di non avere più nulla a che fare con il suo protetto. Tuttavia qualche tempo dopo il dottor Jekyll rifiuta di incontrare i suoi amici e si rinchiude nel suo laboratorio, urlando e disperandosi alla ricerca di una particolare medicina che non riesce più a trovare. Infine il signor Utterson ed il maggiordomo del dottore sfondano la porta del laboratorio e scoprono la terribile verità.

 Credo che questo romanzo ci voglia far capire che la natura umana è composta da diverse parti, da luce e da buio, e che entrambe vivono dentro di noi.
Tuttavia noi abbiamo una grande potenzialità ossia quella di scegliere quale parte di noi vogliamo assecondare. Inoltre ci permette di capire che il confine tra il "bene" ed il "male" non è così netto perchè appunto sono entrambi presenti in noi, ma come disse batman : " non è ciò che sei ma quello che fai che ti qualifica".

Quella notte pervenni al bivio fatale. Se avessi considerato la mia scoperta con uno spirito più nobile, se avessi tentato l'esperimento sotto l'imperio di generose o pie aspirazioni, tutto sarebbe andato altrimenti, e da quelle agonie di morte e di rinascita sarei uscito come un angelo invece che come un diavolo.








domenica 6 aprile 2014

Recensione: Allegiant

Buonasera lettori! Ieri sono andata a vedere Divergent al cinema e ho deciso che, dopo giorni di disperazione totale, sono pronta per scrivere la recensione dell'ultimo libro di questa saga: Allegiant. Devo dire che avrei voluto scrivere subito una recensione appena l'avevo letto, ma ero così sconvolta che non riuscivo a formula neanche una frase per descrivere questo libro; così ho aspettato qualche giorno per schiarirmi le idee. Vi avverto già da ora che è molto SPOILER! Tutte le parole che userò possono essere considerate spoiler, anche la trama.

TITOLO: Allegiant
AUTORE: Veronica Roth
EDITORE: DeAgostini
PREZZO: 14,90 €
PAGINE: 531
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 Marzo 2014
TRAMA: La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante che il "sistema delle fazioni" era solo frutto di un esperimento. Circondata soltanto da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l'opportunità di esplorare il mondo esterno, quello che si estende oltre la recinzione, desiderosa di lasciarsi alle spalle i ricordi dolorosi che la tormentano e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias.
Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha appena lasciato.
Verità più esplosive marchieranno per sempre il cuore delle persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra amore e il sacrificio.







(ATTENZIONE: SPOILERS PER CHI NON E' AL PASSO CON LA SERIE): Già rileggendo la trama mi sono venuti i brividi. Questo libro mi ha lasciato davvero sconvolta e ci ho ripensato molte volte del perché Veronica Roth abbia voluto far finire così la saga. E mi sono venute in mente due idee: quella che ho voluto scartare, perché davvero molto egoista e sadica, è stata che secondo me lei lo ha fatto concludere così perché voleva fare un finale stravolgente e fare un colpo di scena così grande da superare gli  altri scrittori lasciando a bocca aperta i lettori; ma, come ho detto, quella idea di prima la mia mente l'ha subito scartata e invece ho pensato che lei da quando aveva cominciato la saga, sapeva che sarebbe finita in questo modo, perché dopotutto anche le frasette sotto i titoli potevano darci qualche suggerimento, ma anche perché lei ha creato un'eroina, dove esiste un mondo distrutto dall'odio, dal disprezzo e da queste fazioni, che avrebbe dovuto salvare il posto in cui vive e i loro abitanti a qualunque costo.

Riprendiamo da dove eravamo rimasti. Ci troviamo nel centro di controllo degli Eruditi (ormai degli Esclusi), succede un pandemonio a causa di un messaggio a tutti quella nella sala, che diceva che quando ci sarebbe stato un gran numero di Divergenti, questi ultimi sarebbero dovuti andare fuori la recensione per salvare questo mondo, ormai in rovina a causa delle fazioni. Tris dovrà affrontare questioni del passato, che riguardano molto la sua famiglia e dovrà andare alla ricerca di ciò che vuole essere e decidere se aiutare il mondo oppure no.

Insurgent non mi aveva entusiasmato molto perché non mi aveva fatto provare molte emozioni ma Allegiant ha fatto risvegliare in me tutte quelle sensazioni che avevo provato nel primo libro, amplificandole. E' stata come una bomba di emozioni che si è riversata su di me, con tanta di quella intensità da lasciarmi indifesa, senza più nessun controllo di quello che provavo. In questo libro finalmente vengono evidenziate le caratteristiche degli altri personaggi, sia già conosciuti sia nuovi. Come gli altri libri, anche Allegiant è scritto magnificamente dalla Roth: la lettura non è mai noiosa, molto veloce e ,come sempre, piena di colpi di scena. In Allegiant viene svelata l'intera verità su tutto: sulle fazioni, sui divergenti, sulla madre di Tris, sul mondo fuori dalla recinzione.

                                     "Immagino che una fiamma che brucia con tanta 
                                       intensità non sia destinata a durare."

In questo libro scordatevi la Tris suicida, egoista e insicura. Tris troverà davvero il suo destino e finirà la missione che sua madre aveva lasciato. Qui incontriamo una Tris che pensa al prossimo ma non così tanto da non pensare neanche a se stessa. Inoltre sarà attraversata da un turbine di pensieri e emozioni perché conoscerà il passato di sua madre e dovrà far fronte alla lotta fra le fazioni dove non sarà risparmiata la vita a molti innocenti. E lei dovrà scegliere: salvare le fazioni e questi innocenti o vivere la sua vita normalmente, con Tobias, lontana da tutto questo dolore? Il carattere di Tris sarà quello di una vera eroina e verrà fuori il suo lato erudita, perché penserà prima di fare qualcosa che le cambierà la vita.

                                   "E tutto dentro di me grida ancora un bacio,ancora 
                                     una parola, ancora uno sguardo, ancora."


In Allegiant troveremo il punto di vista anche di Tobias, infatti si susseguiranno capitoli dove parla Tris e altri dove parla Tobias. Devo dire che in questo libro la figura di Tobias non mi è piaciuta molto. Non ha provato mai a fidarsi di Tris, quando invece aveva ragione, ed ne ha pagato le conseguenze. Ha fatto cose che non mi sarei aspettata e mi ha fatto anche soffrire. Dopo aver scoperto la verità su di lui, dopo aver fatto il test di Divergente, si è sentito diverso, debole e "danneggiato", quando invece Tris lo ha sempre appoggiato e gli ha sempre fatto capire che lui sarebbe rimasto lo stesso di quando lo aveva conosciuto. Però l'ho odiato alcune volte? No, non ho potuto farlo dopo tutto quello che aveva passato. Mi è ricominciato a piacere quando, verso la fine del libro, fa una scelta che riguarda i suoi genitori. E nonostante tutto ho anche amato questo personaggio per la sua tenacia, per aver tenuto duro nei momenti dove chiunque sarebbe crollato e per aver dato a Tris una nuova famiglia, dopo che lei l'aveva persa tutta.

La Roth ha scritto un finale davvero triste e mi ha davvero lasciato con l'anima a pezzi. E' stata una saga stupenda e questo finale ne ha dato anche la prova: ho sentito molte critiche su questa fine, ma io penso che alcune volte, la vita non va bene per tutti, non c'è sempre "e vissero felici e contenti"; qualche volta si deve rinunciare a qualcosa per salvare qualcuno. A volte la vita non è giusta, e questa saga me lo ha ricordato. La vita è un dono di inestimabile valore e che alcune volte per il bene di qualcosa di molto di grande, per il bene dell'umanità va sacrificato. Veronica Roth ha scritto una saga stupenda, triste certo, ma davvero straordinaria. Questi libri mi hanno insegnato molte cose, mi hanno ricordato i valori della vita, dell'amicizia, dell'amore e della famiglia. Mi hanno accompagnato e mi accompagneranno sempre durante la mia vita.

                               "L'ho sempre saputo, fin da quando ero bambino: la vita
                                ci ferisce, tutti quanti. E non c'è modo di sottrarsi ai suoi 
                                colpi. Ma ora sto imparando un'altra cosa:
                                possiamo guarire, se ci curiamo a vicenda."





venerdì 28 marzo 2014

Recensione: Insurgent

Buon pomeriggio lettori! Ho appena finito il secondo volume della saga di Divergent e non potevo proprio aspettare a fare questa recensione. Sicuramente farò la recensione anche del primo libro ma adesso, subito letto il secondo, ho fatto immediatamente la recensione di Insurgent senza aspettare.

TITOLO: Insurgent
AUTORE: Veronica Roth
 EDITORE: DeAgostini
PREZZO: 14,90 €
PAGINE: 510
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Maggio 2013
TRAMA: Una scelta può cambiare il destino di una persona...o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo intorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è trovata coinvolta in un conflitto più grande di lei...
Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.






 (ATTENZIONE: CONTIENE SPOILERS PER CHI NON E' AL PASSO COL LA SAGA) : Quando ho cominciato a leggere Divergent, non sono riuscita a staccare gli ochhi da quel libro per quanto mi piaceva e l'ho letto tutto in un pomeriggio.Quindi non aspettavo altro che continuare con il seguito;però devo dire che questo secondo libro non mi ha entusiasmato come il primo. Ho anche interrotto questa lettura, proprio perché all'inizio mi stavo un po' annoiando. Poco tempo fa, però, ho ricominciato a leggerlo e devo dire che, a parte le prime pagine iniziali, è stato comunque un bel libro. Appeno l'ho ricominciato mi ha preso tantissimo e sono stata ore e ore senza mai smettere di leggerlo. Però non so proprio dare un giudizio a questo libro proprio perché non saprei dire se mi è piaciuto o meno.

Riprendiamo da dove eravamo rimasti: Tris ha appena subito la perdita dei suoi genitori e deve far fronte al senso di colpa che prova, per aver ucciso Will; intanto lei e Tobias sono in fuga dopo aver sabotato il piano di Jeanine ed Eric e cercano qualcuno che li aiuti. Ma di aiuti non sembra che ne trovino molti e perciò devono cercare di fare il maggior numero di alleanze possibili.

In questo libro si vede maggiormente la figura di Tris e un po' quella di Tobias, ma parlando degli altri personaggi, mi sono stati così indifferenti, a parte Uriah, che la loro morte non i ha fatto provare nulla. Infatti nel libro oltre a Tris e Tobias ( ma neanche tanto) la figura degli altri personaggi non si vede proprio ed è come se esistesse solo Tris. Solo verso la fine del libro si comincia a rivedere la figura di Christina, che dopo essersi arrabbiata con Tris per Will, comincia a starle accanto e ad appoggiarla nelle sue scelte e nelle sue idee.

                  Ogni parte del mio corpo scandisce all'unisono: Vivere, vivere, vivere.


In questo libro troviamo una Tris che non pensa alla sua vita come qualcosa di immensamente importante, anzi la butta via come se non fosse nulla. Non perde tempo a sacrificarsi o a buttarsi nelle lotte per difendere tutti. A causa di questo suo comportamento ci saranno sempre molti litigi tra lei e Tobias. Non ascolterà mai le raccomandazioni che le dice Quattro, anzi farà sempre tutto il contrario di quello che dice. Solo in una situazione dove la morte le è prorpio davanti agli occhi e dove vedrebbe che la sua vita è appesa a un filo, capirà l'importanza di quanto valga vivere e desidererà a ogni costo non morire.

                         -Avevi ragione- dice piano Tobias, tenendosi in equilibrio sulla punta
                         dei piedi. Sorride. -Lo so chi sei. Avevo solo bisogno che me lo
                         ricordassi.-


Devo dire che ho preferito Tris a Tobias in questo libro, anche se Quattro era molto più responsabile, non ha mai appoggiato Tris e molte volte le ha detto che non si fidava di lui, quando era lui che non si fidava di lei. Come sempre la Roth ha fatto risolvere questa loro situazione di continui litigi alla fine del libro, dove finalmente Tobias si fida di Tris, aiutandola con il suo piano. Fortunatamente l'autrice non ha messo un triangolo amoroso, anzi, Tris e Quattro sono così innamorati l'uno dell'altro che non c'è neanche un accenno a qualche altro personaggio che potrebbe disturbare il loro amore.



In quanto alla struttura della trama e allo stile, non ho nulla da dire se non che Veronica Roth sa essere fantastica a scrivere colpi di scena, ambientazione e vicende. La lettura è molto scorrevole e molte volte mi sono venuti i brividi per alcuni fantastici colpi di scena. In questo libro c'è molta azione, e forse avrei preferito che ne avesse messa di meno così da poter descrivere meglio il carattere dei personaggi. Infatti sugli avvenimenti, i colpi di scena e tutte le scene di azioni non posso dire nulla se non che sono state davvero scritte bene, ma mancano un po' i sentimenti, infatti l'ho letto con molta velocità ma ,a parte per alcune scene, non ho provato molte emozioni. Secondo me il romanzo era un po' freddo e la Roth avrebbe dovuto aggiungere più emozioni.

Quindi non posso dire se mi è piaciuto o meno, ma posso dire che ne vale comunque la pena leggerlo, perché è una saga stupenda e spero davvero che l'ultimo sia avvincente come il primo.Veronica Roth ha saputo creare una saga piena di azione, amore, ingiustizie e amicizia. Mi ha fatto capire che nella vita, le nostre scelte dobbiamo farle da noi. Non dobbiamo farci influenzare ma dobbiamo prendere la nostra vita in mano e portarla dove vogliamo noi. Il finale di questo libro mi ha lasciata davvero con il fiato sospeso e adesso sono pronta per cominciare Allegiant, dove tutto finalmente verrà spiegato.



giovedì 20 marzo 2014

Recensione:Il Canto della Rivolta

Buonpomeriggio miei cari lettori! Eccomi di nuovo qui con l'ultima recensione di Hunger Games! Sarà davvero dura non poter parlare ancora di questa saga perché è stata una delle mie preferite e finisco questa recensione a malincuore. Comunque eccola qui!

TITOLO: Hunger Games-Il Canto della Rivolta
AUTORE: Suzanne Collins
EDITORE: Mondadori
PREZZO: 17,00 €
PAGINE: 420
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 Maggio 2012
TRAMA: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. 
Sembra un sogno...
Invece è un incubo.
Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. l cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.
CHE GLI HUNGER GAMES ABBIANO FINE.







( ATTENZIONE: SPOILERS PER QUELLI NON AL PASSO CON LA SERIE): Ed eccomi qui...con la recensione dell'ultimo libro di questa saga indimenticabile e strabiliante. Non posso davvero credere che ho già finito di scrivere di Hunger Games, di Katniss, di Peeta e di tutti gli altri straordinari personaggi. Se penso a quanto questo libro abbia cambiato il mio modo di leggere, di pensare e di agire, non riesco a credere di non poter raccontare più di questa saga. Ho letto questi tre libri tutto di un fiato per la bellezza delle parole usate e per la trama affascinante. Hunger Games non parla solo di morte e tristezza, di guerra e odio, Hunger Games parla anche di amicizia, legami così profondi che niente potrebbe distruggerli; parla di quanto sia importante la famiglia, di cosa si farebbe per i propri cari, di quanto, nonostante tutti i litigi e tutte le delusioni, si voglia sempre bene alla propria famiglia; poi parla anche di amore, di questo sentimento così fragile ma allo stesso tempo così resistente e davvero intenso; infine parla di tutti quei problemi che al mondo di oggi ancora non sono stati risolti, come la povertà, le persone più deboli che vengono maltrattate e che vengono considerate come se non fossero nulla, mentre i più potenti hanno il potere e lo usano per sottomettere questi ultimi. Ma Hunger Games mi ha insegnato davvero molto, mi ha insegnato ad agire se volevo qualcosa, mi ha insegnato che devo essere più forte nella vita, altrimenti posso essere spazzata via con un solo soffio di vento. Perciò scrivere quest'ultima recensione di Hunger Games mi è davvero un po difficile, per questo l'ho preparata tutta insieme, senza stopparmi neanche un attimo. Quest'ultimo libro vi farà davvero stare con il fiato sospeso.

Riprendiamo dove ci aveva lasciato La Ragazza di Fuoco. Il Distretto 12 è stato raso al suolo, Katniss è stata portata via, al sicuro, nel Distretto 13, dove risiedono molti ribelli sotto il comando della presidentessa Coin, una donna fredda, che odia Katniss e che la vorrebbe solo morta. Infine c'è Peeta: ora non è più sotto la stretta protezione di Katniss, anzi, è stato catturato da Capitol City che, pur di avere informazioni da lui e pur di cercare di distruggere Katniss, lo torturano iniettandogli il veleno degli Aghi Inseguitore per farli odiare la persona che più di tutti lui ama, l'unica persona che gli al rimasta al mondo. Intanto Katniss è occupata a continuare la rivolta contro Capitol City. Non voglio soffermarmi molto sulla trama proprio perché voglio parlare di più sulla mia impressione di quest'ultimo libro.


Il Canto della Rivolta è molto diverso rispetto agli altri due libri precedenti. Infatti, mentre nei primi due si parlava degli Hunger Games, nel terzo comincia la rivoluzione vera e propria, dove Katniss entrerà a far parte veramente di questa rivolta, lottando con i Distretti per distruggere Capitol City. Dovrà far fronte a molti sentimenti negativi che la tormenteranno giorno dopo giorno , da quando Peeta non è più sotto la sua protezione. In un primo luogo si sentirà smarrita, sembra quasi che non riuscirà a trovare più nulla di buono dalla vita, ma sempre grazia al pensiero di Peeta, torturato costantemente da Capitol City, e grazie a tutte i ribelli di Panem che vedono lei come la unica salvezza, Katniss riuscirà ad alzarsi, a cacciare via tutti i pensieri negativi per dedicarsi alla distruzione di Snow.

                                               Ma una parte del mio cervello aveva trattenuto 
                                               quell'unica parola sussurrata in risposta e la 
                                              lasciava riaffiorare adesso nei miei sogni per 
                                              prendersi gioco di me. "Sempre".

Katniss però non riuscirà mai a dare il massimo per la rivolta, senza sapere che Peeta è con lei al sicuro da Capitol City; quindi andranno a recuperarlo e quando però lo riporteranno non sarà più il nostro Peeta, il ragazzo dolce che seguiva con gli occhi Katniss quando usciva da scuola, non sarà più quel ragazzo che anche mentre era torturato da Capitol City cercava di proteggere Katniss a costo della sua stessa vita. Ma nulla è perduto per sempre, e nell'anima di Peeta c'è ancora il ragazzo del pane che salvò Katniss tanto tempo fa.
In questo libro si accentua di più il triangolo amoroso Peeta-Katniss-Gale, ma l'attenzione sarà puntata sopratutto alla rivolta e non ci sarà molto spazio per l'amore. Anche il personaggio di Finnik diventa più importante, facendoci scoprire segreti sul suo passato e su quello di Snow, segreti così profondi e così letali. 

Questo romanzo è il più triste e il più violento, dove niente sarà risparmiato, dove non esisterà bontà o misericordia. Katniss affronterà così tante perdite che se non fosse la stessa ragazza che era stata forte per la madre e per Prim durante la morta di suo padre, durante le due mietiture, la stessa ragazza che non si fatta abbattere dall'idea di avere la morte poco più avanti, nell'Arenza, sarebbe caduta, avrebbe ceduto e non si sarebbe più rialzata. Katniss è la mia eroina preferita perché è forte, determinata e darebbe la propria vita per le persone che ama. 

                                   Quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco.
                                   Acceso di odio e di rabbia. Quello di cui ho bisogno è il
                                  dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante
                                  che significa rinascita anziché distruzione. 
                                  La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano 
                                  le perdite che abbiamo subito.

Tutti nella nostra vita abbiamo subito delle perdite, e il dolore che si prova quando non sono più con noi è insopportabile, e Katniss ce lo riesce a far vedere in tutti i modi. Ma anche tutti noi, come Katniss non si è abbattuta, non ci dobbiamo abbattere, anzi, dobbiamo andare avanti perché la vta ci riserva sempre qualcosa di nuovo che riempirà i vuoti del nostro passato. Katniss ha subito tante perdite e la vita è riuscita comunque a renderla felice, è riuscita a farla andare avanti e questo grazie sopratutto alle persone che le stavano accanto. Ammiro Suzanne Collins per questo meraviglioso lavoro che ha creato. Ha saputo dare vita a dei personaggi così realistici che sembrano davvero veri. Io ammiro Katniss, il suo coraggio, la sua determinazione, ma anche la sua calma e la sua pazienza, sentimenti che ti rendono forte, sicuri delle proprie capacità, che ti fanno passare i momenti in cui vorresti urlare a tutto il mondo quello che provi e che non ti fanno perdere la calma. Questo romanzo mi ha insegnato davvero tante cose sulla vita, e penso che lo rileggerò davvero molte volte per riprovare ancora una volta tutte quelle emozioni e tutti quei brividi che solo Hunger Games mi può dare.



lunedì 17 marzo 2014

Recensione: La Ragazza di Fuoco

Buonasera lettori! Ho appena finito una lunga settimana di verifiche e finalmente sono riuscita a pubblicare la recensioni del secondo libro della trilogia di Hunger Games!

TITOLO: Hunger Games-La Ragazza di Fuoco
AUTORE: Suzanne Collins
EDITORE: Mondadori
PREZZO: 17,00 €
PAGINE:  375
DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 Maggio 2014
TRAMA: Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all'ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l'implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi. Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale. Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Capitol City, che Katniss e Peeta potrebbero avere contribuito a fomentare. La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo. Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all'altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l'uno dell'altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita...







(ATTENZIONE: SPOILERS PER QUELLI CHE NON SONO AL PASSO CON LA SERIE): dopo avere completato il primo libro mi sono subito buttata a capofitto nella lettura del secondo e l'ho finito subito grazie alle vacanze d'estate. A differenza del primo libro, che si incentra sopratutto sull'Arena, nel secondo prevalgono le scene dove Katniss è nel suo Distretto e grazie a questo riusciamo anche a conoscere meglio altri personaggi che, nel primo, non abbiamo potuto approfondire. Questo libro mi ha affascinato molto perché mi ha fatto commuovere fin dall'inizio e anche perché introduce nuovi personaggi che mi hanno incuriosita dalla prima volta che li ho incontrati. La fine di questo libro mi ha un pò sconvolta e, quando l'avevo finito, non potevo neanche dare sfogo a quello che provavo perché ero su una nave, in mezzo a molte altre persone e penso proprio che mi avrebbero preso per pazza. Mi ha tenuto in suspence fino all'ultima pagina, tenendomi sempre con il fiato sospeso. In questo volume c'è stata una scena che mi ha fatto fermare il cuore, una scena così bella ma anche triste che l'ho riletta migliaia di volte per la bellezza delle parole usate dalla Collins e per tutti i brividi che quelle sole 4 pagine mi hanno fatto provare.

Nella ragazza di fuoco finalmente Katniss è tornata dalla sua famiglia e adesso vive una vita agiata nel Villaggio dei Vincitori insieme alla madre e a Prim. Davanti alla sua nuova casa c'è quella di Peeta e, sempre lì vicino, quella di Haymitch. Katniss adesso dovrebbe essere in rapporti più che buoni con Peeta, però la situazione è tutt'altra: Peeta si sente offeso per via di tutte le bugie e le recite che aveva fatto Katniss nell'arena per far sembrare che fossero due innamorati e quindi, nonostante sappia che lei lo ha fatto per farli sopravvivere, le parla in modo freddo e distaccato. Intanto comincia il Tour della Vittoria, dove Katniss e Peeta troveranno non pochi problemi a causa delle rivolte iniziate dopo gli ultimi Hunger Games. Tornati a casa li aspetteranno i prossimi giochi che quest'anno saranno diversi per via dell'Edizione della Memoria...

                                  Mi rendo conto che solo una persona verrebbe distutta 
                                 irreparabilmente dalla morte di Peeta. Io. -Io si-gli dico.
                                 -Io ho bisogno di te.

Non spenderò tanto tempo per parlare dei personaggi proprio perché li ho già raccontati nella prima recensione. Ne La Ragazza di Fuoco cominci davvero ad entrare nella storia, ad essere davvero uno dei personaggi perché ora li conosciamo bene e sappiamo già qual è il loro carattere. La Collins è stata in grado di introdurre nuovi personaggi con cui noi ci siamo potuti legare nonostante ci fossimo già affezionati ai personaggi del primo libro. In questo libro Katniss comincia a cambiare il suo modo di pensare e, di conseguenza, il suo modo di agire: adesso le persone a lei care sono aumentate perciò farà di tutto pur di proteggerle dal male che sprigiona Capitol City e metterà a rischio anche la sua vita per salvarli. Nel primo libro Katniss pensa molto più a sé e a Prim, ma adesso,dopo quello che ha instaurato alla fine dei  settantaquattresimi Hunger Games, si rende conto che quello che fa non si riverserà solo sulla sua famiglia ma anche su tutto il popolo di Panem.

                            -Se tu muori e io sopravvivo, non avrò più ragione di vivere.
                            Tu sei tutta la mia vita-mi dice.-Non sarei mai più felice.

Anche Peeta cambia rispetto ai primi Hunger Games. Non è più il ragazzino impaurito e debole che abbiamo incontrato nel primo libro: ora è più determinato a portare a termine quello che desidera dalla sua vita; ora ha uno scopo preciso e ce la metterà tutta per realizzarlo. Peeta grazie alla sua gentilezza e alla sua bontà verso Katniss, riuscirà a far smuovere qualcosa dentro il suo cuore, diventando, man mano, più essenziale per lei, diventando una parte della sua anima, a tal punto che la sua perdita potrebbe distruggerla per sempre. Ma Katniss non è l'unica che comincia a far posto per Peeta nel suo cuore. Peeta ,infatti, è quella persona così dolce e premurosa che riuscirebbe anche a far sciogliere un cuore di ghiaccio, proprio perché è un ragazzo buono come un pezzo di pane, che pensa sempre prima alla vita degli altri che alla sua, che piangerebbe anche la morte di chi lo vuole morto, che aiuterebbe qualsiasi persona che abbia bisogno di aiuto. Una di queste persone al quale Peeta diventa una persona davvero importante nella sua vita è Haymitch, che nonostante non abbia più voluto amare per tutte le perdite che ha subito, dovrà ricominciare di nuovo e le persone che lo aiuteranno a uscire dalle tenebre saranno Katniss, ma soprattutto Peeta.

Questo volume mi è piaciuto molto perché ,finalmente, qualcosa comincia a smuoversi tra i Distretti e anche perché il Presidente Snow si arrabbierà molto per questo. In questo volume poi trovo non solo tristezza e morte ma anche avventura, gioco di squadra, amore, amicizia ed anche un pizzico di divertimento! E' riuscito a non farmi staccare gli occhi dal libro per tutto il tempo per quanto mi ha coinvolto. Di solito il secondo libro di una saga non ti appassiona quanto il primo, però la Collins è riuscita a farmi innamorare anche di questo quanto mi ha fatto innamorare del primo, grazie ai tanti colpi di scena a fine capitolo, grazie alle fantastiche ambientazioni e agli straordinari personaggi. Suzanne Collins è capace di tenerti incollata alle parole dei suoi libri fino a finirli, facendoti volere il seguito subito dopo, per non smettere di vivere quei memorabili momenti con i personaggi del libro.




giovedì 13 marzo 2014

Recensione: Hunger Games

Buon pomeriggio lettori! Sono qui su una nuova recensione di un libro che mi ha fatto venire i brividi ad ogni pagina. Si tratta del libro di Hunger Games che ho letto l'estate scorsa ma che ho riletto poco tempo fa per quanto mi è piaciuto!


TITOLO: Hunger Games
AUTORE: Suzanne Collins
EDITORE: Mondadori
PREZZO: 14,90 
PAGINE: 369
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 Agosto 2009
TRAMA: Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo tra i 12 e i 18 anni verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di avere poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo. CHE LA FORTUNA SIA SEMPRE CON TE.






All'inizio non ero molto sicura nel leggerlo perché una mia amica (a cui non piacciono molto i fantasy) mi aveva detto che era molto violento e che parlava solo di guerra e spargimenti di sangue. Fortunatamente un'altra ragazza me lo ha consigliato poco tempo dopo, raccontandomi la storia dei Distretti e di Katniss. Appena ho saputo come era veramente mi sono buttata nella lettura di questo libro, stando alzata fino a notte fonda nonostante gli esami in arrivo. Dopo poche pagine Hunger Games mi ha appassionato totalmente e non potevo più smettere di leggerlo: insomma, ne ero ossessionata. L'ho divorato in due giorni, cominciando subito il secondo approfittando delle tante ore sulla nave, finendolo così il giorno stesso e cominciando quella stessa sera l'ultimo. Dopo aver finito la saga di Harry Potter non avrei mai potuto immaginare che ci fosse un'altra saga tanto appassionante, che mi avrebbe fatto perdere la testa. Pagina dopo pagina ho cominciato a conoscere e capire i personaggi di questa saga, ho cominciato a essere felice per loro, piangere con loro, sono entrata nell'Arena con loro, ho combattuto al loro fianco e ho sofferto per le loro perdite.

Avendo letto l'intera saga è un po' difficile parlare solo del primo libro senza dire nulla degli altri. Tuttavia, i libri di Hunger Games per me sono stati magici, unici, sono stati i primi che mi hanno appassionato veramente al genere fantasy, perciò sono decisa di fare una recensione per ognuno di loro. La protagonista del romanzo è la sedicenne Katniss, una ragazza che, da quando il padre è morto in un'esplosione della miniera , ha badato e sfamato sempre tutta la sua famiglia: sua madre e sua sorella,Prim. Ma cercando ogni anno di far sfuggire la sua sorellina al terrore della mietitura, proprio durante la prima estrazione per Prim , quest'ultima viene scelta per andare nell'Arena e Katniss, amando la sorella pù di qualsiasi altra cosa, si offre volontaria al posto suo. Per Katniss ormai la sua morte è segnata e dovrà lottare con tutte le sue forze per tornare a casa. Ma proprio lì nei giochi, Katniss conoscerà meglio il ragazzo che tanto tempo fa l'aveva salvata da morte certa. Katniss inoltre farà scattare qualcosa in questi giochi che nemmono Capitol City pensava potesse accadere, e che sconvolgerà tutti i Distretti di Panem.

                       -Prim!- Il grido soffocato mi esce dalla gola e i miei muscoli ricominciano 
                       a muoversi.-Prim!-Non ho bisogno di sgomitare tra la folla. Gli altri 
                       ragazzi mi fanno subito largo, aprendomi la strada fino al palco.
                       La raggiungo proprio mentre sta per salire i gradini. Con un unico
                      movimento del braccio la spingo dietro di me.-Mi offro volontaria!-
                      ansimo.-Mi offro volontaria come tributo!

Katniss è una ragazza che ha sempre lottato per ottenere tutto il necessario per sopravvivere, per mantenere sua madre e la sua piccola sorellina. Per tutta la sua vita non ha potuto abbattersi, o crollare perché nessuno l'avrebbe rialzata e quindi ha creato attorno a sé una corazza resistente a tutto pur di salvare Prim. Ma è una sedicenne come tanti ed infatti è solo grazie a questa corazza che è riuscita a trattenere tutti i suoi sentimenti dentro di sé. È una ragazza che non si fida facilmente e che oltre alla sua famiglia riesce a fidarsi solo del suo compagno di caccia,Gale. Quando entra negli Hunger Games non si arrende subito, non si dà per vinta, anzi, con la consapevolezza della sorella riesce a superare le prove di difficoltà che incontrerà nell'Arena, supererà i momenti più cupi e tristi. Fin da subito decisa a non avere alcun rapporto con il suo compagno di Distretto, dovrà poi rimangiare quello che aveva pensato all'inizio, quando finalmente comincerà a conoscerlo e a capire chi è veramente. Katniss è la vera eroina che esiste nei libri, con tutte le sue caratteristiche: la forza di resistere, il senso di giustizia, la gentilezza verso i deboli e l'amore incondizionato verso le persone a lei care. 

                          -Mi dispiace davvero tanto per le tue mani. 
                          -Non importa, Katniss-dice.-E comunque non sono mai stato in gara per la vittoria.
                          -Non è così che bisogna pensare-lo ammonisco.
                          -Perché no? Spero solo di non comportarmi in modo vergognoso e..-Esita.
                          -E cosa?-chiedo.
                          -Non so bene come dirlo. Solo non voglio..perdere me stesso. Ha un senso?-chiede.
                           Scuoto la testa. Come potrebbe perdere se stesso?
                          -Non voglio che mi cambino. Che mi trasformino in una specie di mostro che non sono.

Peeta è invece tutto il contrario di Katniss. Non vuole nascondere i suoi sentimenti e non è il genere di ragazzo che si butta a capofitto in qualcosa pur di avere la vittoria. Preferisce essere buono, dolce, gentile e fedele ai suoi sentimenti pur di far felici le persone che ama. Neanche l'Arena potrà fermare il suo amore per Katniss e anche lì farà di tutto per proteggerla da ogni male. Per me,  mio giudizo, Peeta non è un ragazzo debole o senza intraprendenza; anzi, secondo me ha molto più coraggio di quello che pensa la gente perché ce ne vuole davvero tanta di forza per mettere davanti alla propria felicità e alla propria vita, quella degli altri. Non potrei immaginare un protagonista maschile diverso per questa saga e un'altro personaggio che stia accanto  Katniss, che la protegga con tutto se stesso, senza pensare alle conseguenze.

Hunger Games si legge velocemente e te ne appassioni subito. Ti coinvolge dall'inizio e ti vengono i brividi per ogni capitolo della saga. Suzanne Collins ha saputo creare un mondo fantastico, mettendoci dentro tutti i problemi che ci sono oggi nel mondo e far vedere anche alle persone tutta la povertà e le ingiustizie che esistono nel mondo di oggi, però in un'altro mondo. Esistono pochi libri che ci facciano emozionare tanto quanto Hunger Games: che ci facciano piangere, che ci facciano sentire tutti i veri sentimenti della protagonista proprio come se fossi tu stessa Katniss. Ringrazio infinitamente Suzanne Collins per questo enorme regalo che ha fatto a tutti noi, e non potrò mai smettere di ammirarla per questo.