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mercoledì 13 gennaio 2016

Recensione | Non ti avvicinare

Hi my lovely readers!
In questo momento sto aspettando con ansia che si carichi il primo episodio di Shadowhunters e non capisco perché il mio computer debba andare così lento proprio ora. -_-" Voi l'avete già visto? Dopo quel trailer che era uscito, devo dire che ho un po' di paura di come sia ma ho sentito anche pareri positivi quindi speriamo bene!! Intanto vi lascio la recensione di un libro che ho finito qualche giorno fa! Davvero intrigante come storia, ve lo consiglio!

Non ti avvicinare 
Luana Lewis
Longanesi
324 pagine
→ € 16,00
26 Marzo 2015
Goodreads

La verità è pericolosa. La verità si ammanta di bugie. La verità cambia tutto. Anche te. Che cosa faresti se in una gelida serata invernale una ragazza bussasse alla tua porta per chiedere aiuto? Sei sola in casa, hai paura, nessuno può aiutarti… Ma lei è solo una ragazza. Devi accoglierla, non hai altra scelta. Anche perché lei sembra sapere molte cose su di te e sulla tua vita. Cose segrete. E nella ragnatela di bugie che inizia subito a tessere, e che poco a poco ti intrappola in una spirale di paura, si nasconde qualcosa che non è affatto una menzogna. Nel cuore degli inganni si nasconde la verità più pericolosa. È un freddo pomeriggio di dicembre e Stella è chiusa nella sua bella casa nella campagna inglese. Sono diciotto mesi che non esce: lì si sente al sicuro, protetta dal marito Max. Stella è agorafobica, qualcosa nel suo passato l’ha segnata, ma la situazione sta lentamente migliorando, grazie anche alle cure del marito, psicologo. Ma adesso lui è lontano per lavoro e Stella si trova di fronte Blue, una ragazzina magra, molto agitata, di una bellezza sconvolgente, come sconvolgente è quello che le racconta.

Devo ammettere che mia madre sceglie sempre libri un po' pesantucci e con qualche dramma, ma li trova davvero belli. Non ti avvicinare è un libro che ti risucchia il tempo, facendoti andare avanti nella lettura a tutti i costi pur di scoprire la verità. E la verità è proprio il tema principale di questo libro perché tutti quanti la tengono nascosta per svariati motivi. La storia si divide in tre punti di vista: (1) quello di Stella, una poco più trentenne che, per via di un trauma precedente, non riesce più ad uscire di casa di suo marito e non riesce a smettere di prendere i suoi farmaci; (2) una Stella due anni prima, quando lavorava ancora in una clinica psichiatrica, per un caso importante; (3) una ragazza sconosciuta con problemi psicologici, che viene seguita in una clinica. All'inizio della storia, questi tre punti di vista mi hanno un po' confusa e non riuscivo a capire bene cosa stesse succedendo; tuttavia, man mano che avanzavo nella lettura, cominciavo a vedere i pezzi del puzzle che si stavano componendo e riuscivo ad arrivare, poco alla volta, alla verità. Alla fine, mi sono resa conto che tutti i punti di vista, tutti i personaggi, erano una cosa sola, uniti da bugie su bugie. 

La storia inizia con Stella, sola in casa di notte mentre fuori c'è una bufera di neve ma, all'improvviso, il campanello suona e una ragazza chiede se può entrare. Come inizio mi è piaciuto fin da subito e già si cominciava a sentire la suspense! I personaggi non mi hanno detto niente di che, anche perché due di loro per un bel po' erano mezzi matti, però c'è stato Peter, un'amico di Stella, che mi è piaciuto fin da subito e, lì dentro, era l'unico che voleva tirare fuori la verità. Il tratto psicologico del libro si è fatto sentire assai e vedere tutti i comportamenti di questi personaggi mi ha affascinato molto e mi ha invogliato a scoprire, sempre di più, la loro vera personalità. Mi è piaciuto anche come, a poco a poco, la nebbia che avevo all'inizio, si è dissolta facendomi vedere il caso più chiaramente, come per uno psicologo con una sua paziente. Lo stile dell'autrice mi è piaciuto, non mi ha mai annoiato ed è stato abbastanza descrittivo da farmi percepire quello che vedevano i personaggi. Lo consiglio davvero a tutti perché, nonostante tratta di temi un po' pesanti e, magari, non proprio per bambini, è stato un libro avvincente, che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Unica piccola pecca è stato appunto il finale: mi è piaciuto, sì, ma volevo saperne di più su quello che sarebbe accaduto dopo e, invece, sono rimasta con tantissime domande senza risposta. 


mercoledì 10 settembre 2014

Recensione: Shining

Buona sera lettori!^^
Oggi è il primo giorno che ho cominciato a fare qualche compito ma penso che adesso, prima di continuare a vedere la terza stagione di Teen Wolf, devo ripassare un po' di paradigmi di latino per domani. Come ho detto, mentre mi stavo vedendo Teen Wolf ho cominciato a fare la recensione di Shining e, guarda caso, la puntata che stavo vedendo trattava dei suicidi in un motel. E le sorprese non sono finite! C'era una stanza in particolare: la 217. E allora subito ho pensato che questo non poteva essere un caso :') Insomma, faccio al recensione di Shining, dove l'assassinio era stato commesso nella stanza 217 e a Teen Wolf fanno vedere un suicidio proprio in una stanza con lo stesso numero. E' ufficiale. Non entrerò mai in una stanza 217. :')

Titolo: Shining
Titolo originale: The Shining
Autore: Stephen King
Editore: Tascabili Bombianti
Pagine: 429
Prezzo: L. 7.000 (Okay. La mia edizione è così vecchia che non trovato neanche la copertina su internet :')).
Data di pubblicazione: Giugno 1985


L'Overloock, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stati teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e che si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni accetta di fare il guardiano invernale all'Overloock ed è allora che le forze maligne si scatenano con impeto rinnovato: la famiglia si trova avvolta ben presto in un'atmosfera sinistra. Davanti a Danny che è dotato di potere extrasensoriale, lo "shine", si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo ma, mentre il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima. 


Fino a questo libro, l'unico di King che mi aveva spaventato un po' era stato Pet Semetary, ma solo per due pagine alla fine; invece, Shining, già dall'inizio cominciava, piano piano, a mettermi un po' di paura (ma come sempre, più psicologica che splatter). Tanto che, ad un certo punto, verso la fine del libro, mentre giravo in casa senza luci, avevo paura che arrivasse Jack Torrance con la mazza da una delle porte da un momento all'altro. Insomma, posso dire che questo è stato il mio primo libro di King che mi ha fatto venire gli incubi.

REDRUM

All'inizio della storia vediamo Jack Torrance, un padre e marito che accetta il lavoro di guardiano
dell'Overlook Hotel per tutto l'inverno e la primavera: questo perché è stato licenziato e lui e la sua famiglia sono al verde. Tuttavia in questo hotel, anni fa, c'è stato un omicidio: un padre alcolizzato, assume il ruolo di guardiano e porta con sé sua moglie e le due figlie, le quali uccide in seguito, suicidandosi subito dopo. Nonostante ciò Jack accetta il lavoro e ci va a vivere con Wendy, sua moglie e suo figlio, Danny. Quando arrivano parlano subito con il cuoco dell'hotel, Dick, il quale avverte subito che il bambino ha lo "shining" o "aura" (come lui): questa capacità fa si che si possa vedere il passato o il futuro, e sentire anche i pensieri della gente e Danny ha un'aura davvero molto forte. Mentre Dick se ne va, insieme agli altri dipendenti, avvisa Danny di non avvicinarsi mai alla stanza 217 per nessun motivo e, in caso di pericolo, chiamarlo forte con la mente. Quindi Jack, Wendy e Danny cominciano a vivere in questo hotel. Ma i ricordi dell'Overlook sono così forti che travolgeranno l'intera famiglia, trasformando questo lavoro in un incubo.

Tutti i grandi alberghi hanno degli scandali, così come ogni grande albergo ha il suo fantasma. Perché? Diavolo, la gente va e viene. A volte uno degli ospiti tira le cuoia in camera sua. Attacco cardiaco o infarto o qualcosa del genere. Gli alberghi tengono conto dei superstiziosi. Non c’è mai un tredicesimo piano o una camera numero tredici; non ci sono specchi sul retro della porta dalla quale si entra.

Il protagonista è Jack Torrance, un uomo che ha perso da poco il lavoro e che da pochi anni ha smesso di bere. Jack ha avuto un'infanzia un po' particolare e difficile secondo me: suo padre era un alcolizzato e maltrattava la moglie ma, nonostante questo, Jack lo ha sempre amato. E un po' dell'atteggiamento del padre è stato trasmesso a suo figlio. In realtà Jack, nonostante molti momenti di pazzia e di rabbia, non è un uomo cattivo ma solo una persona debole, logorata da tante cose. Nonostante abbia smesso di bere, questa sarà sempre la sua debolezza e forse anche la sua condanna. Wendy, sua moglie, è una donna che ce l'ha sempre messa tutta, che è riuscita a perdonare il marito e a rimanergli vicino nei momenti più brutti. Ma secondo me era una persona un po' debole e impulsiva.

Non so perchè, ma sembra che di tutte le brutte cose che sono accadute qui in varie occasioni, ne sia rimasto in giro qualche frammento, come i ritagli di unghie o la lanuggine che qualche persona poco scrupolosa si è accontentata di spazzare sotto la sedia. [...] Solo qui. Ma Danny, non credo che queste cose possano fare del male a qualcuno. Così se dovessi vedere qualcosa, in un corridoio o in una stanza o vicino a quelle siepi… basterà che guardi dall’altra parte e quando ti volterai tutto sarà sparito.

Il personaggio che mi è piaciuto di più è stato Danny. Danny è un bambino di cinque anni che, quando vuole, può sentire i pensieri e gli stati emotivi di chi gli sta attorno, ma non solo questo: come tutti quelli che hanno l'aura, può vedere qualcosa che è accaduto o qualcosa che dovrà ancora accadere. Secondo me Danny è un bambino troppo piccolo per avere sulle spalle questo grande peso. Nell'Overlook, nonostante lo assalissero visioni paurose e traumatizzanti, lui è sempre stato forte e ha reagito come nessun bimbo della sua età avrebbe mai fatto.

Si accostò al ceppo e posò la mano sull'impugnatura della mazza.
La soppesò. 
La brandì.
La mazza sibilò nell'aria con cattiveria.
Jack Tarrance abbozzò un sorriso.

Questo libro di King mi ha preso davvero molto e, soprattutto alla fine, mi ha tenuta incollata a ogni pagine. In questo libro desideravo assolutamente vedere cosa c'era nella stanza 217 e attendevo il momento in cui Jack sarebbe scoppiato (non in senso letterale :') *Spoiler* chi ha letto il libro mi può capire). Io non vedevo l'ora di vedere le parti horror e mi meraviglio perché in realtà sono una fifona; però nei libri di King, sono proprio quelle, le scene più coinvolgenti. Il libro si leggeva benissimo (dopotutto o ha scritto il "Re") e non mi sono mai annoiata. Mi piacciono i libri di King perché non sono horror splatter ma sono più psicologici e ci fanno vedere anche la natura umana delle persone: il lato di luce e quello di tenebra dentro ognuno di noi. Shining è stato un libro davvero coinvolgente che ti fa rimanere con il fiato sospeso fino alla fine.


Le lacrime che guariscono sono anche le lacrime che scottano e feriscono.


cinque Anelli