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lunedì 9 gennaio 2017

A fragment of La quinta onda

Hi my preciousss!
Le vacanze sono finite e io, da studente modello, recupero tutto all'ultimo momento. 😅 Comunque, ho la testa che mi scoppia ma questo non mi impedisce di leggere qualche capitolo! Al momento sto leggendo La quinta onda per la challenge delle lps (un libro da cui hanno tratto un film), sono circa a metà e mi sta piacendo abbastanza. Ci sono molti punti di vista diversi (cosa che non mi aspettavo) e sono curiosa di leggere di più sul "silenziatore" di cui vi lascio un frammento qui sotto.

"Non ancora. Non ancora." si disse. "Aspetta che scappi." Ma Cassie Sulluvan non scappava. Attraverso il mirino telescopico, il suo viso, sporco di terra e grasso e sangue, sembrava a pochi centimetri di distanza, così vicino che le si potevano contare le lentiggini sul naso. Nei suoi occhi c'era lo sguardo spaventato di sempre, lo sguardo già visto centinaia di volte, lo sguardo di chi ha di fronte la morte. Ma c'era anche dell'altro. Qualcosa di più agguerrito, più battagliero, più aggressivo della paura, qualcosa che la teneva lì ferma con la pistola guizzante. Lì ferma senza nascondersi, senza scappare, pronta ad affrontare il nemico. L'immagine nel mirino si sfocò: il sudore gli era di nuovo finito negli occhi. "Scappa, Cassie. Scappa, ti prego." In un conflitto prima o poi arriva il momento in cui bisogna oltrepassare l'ultima linea. Quella che separa ciò che si ha caro da ciò che la guerra totale esige. Se non fosse riuscito ad oltrepassare quella linea, avrebbe perso la battaglia e perduto se stesso. Il cuore, la guerra. La ragazza, la battaglia. Con un grido silenzioso il cacciatore si voltò. E corse via. 

Come vi sembra? Lo conoscevate già? 💙
(ps: avevo pubblicato questo post ieri ma, non so perché, blogger me lo ha rimesso come bozza -_-)