lunedì 25 agosto 2014

Recensione: Fino all'ultimo respiro + Intervista

Buooongiorno lettori! ^-^
Penso che oggi dovrò mettere a posto un po' di cose perché la mia camera è un caos totale :')
Comunque, oggi vi lascio con la recensione di un libro di un'autrice emergente che mi è piaciuto davvero molto! ^-^ E inoltre questa è anche la mia prima intervista!

Titolo: Fino all'ultimo respiro
Autore: Rebecca Domino
Pagine: 290 
Prezzo: Gratuito. Per riceverlo basta mandare una mail all'autrice (rebeccaromanzo@yahoo.it). Proprio perché è gratuito l'autrice incoraggi i suoi lettori a fare una donazione libera (anche solo di 1 euro) a questo sito (CLICCAMI)
Data di pubblicazione: 19 Maggio 2014


Allyson Boyd è una diciassettenne come tante, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese. Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Perché lei e Coleen diventeranno migliori amiche. E perché Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia. Nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma Coleen non vuole compassione. Vuole solamente una vita normale; una vita fatta di risate, scherzi, esperienze, viaggi, musica, chiacchiere e confidenze, fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene. È possibile non avere paura della morte? Ed è possibile insegnare a vivere? Una storia sulla speranza, un inno alla vita. Un romanzo che ci ricorda il coraggio quotidiano di tutti gli adolescenti che lottano contro il cancro e quello degli amici al loro fianco.


Questo romanzo l'avevo scoperto tramite Goodreads e l'autrice me lo ha gentilmente inviato. Avevo dato una sbirciatina alla trama ma mi sono buttata subito sulla lettura perché le recensioni che avevo visto erano molto positive e inoltre la cover mi ispirava davvero molto!

Come? Come si puopuò avere tanta fiducia nel mondo,
nel futuro, nella vita, quando questa ti ha pugnalato alle spalle?

La storia parla di Allyson, una ragazza di 17 anni che vive la sua vita "normale": va a scuola, esce con la sua amica Sheona, aiuta il padre nel suo negozio di pesca e sogna di poter interessare al ragazzo che le piace (ah quante volte mi sono sentita anch'io, come lei, una piccola margheritina in un campo di rose). Un giorno, Sheona le chiede di portare i compiti della scuola, per conto suo, ad una ragazza malata di leucemia in ospedale. Quando la incontra, Allyson si incuriosisce e comincia a parlare con questa ragazza e, visita dopo visita, cominciano a diventare amiche. Quando la ragazza, Coleen, viene riportata a casa, Allyson le fa visita molte volte, tanto che, alla fine, si affezionano così tanto che tra loro due nasce un legame molto forte. ma Coleen deve combattere il cancro e questa è una battaglia si rivelerà più dura di quel che si aspettava.

Andiamo incontro alla morte dal nostro primo vagito- 
risponde Coleen, con voce roca-
ma io non ho mai pensato alla mia vita come a un insieme 
di giorni che ci porterà alla morte; 
la vita è la vita, una bella parentesi dell'infinito-.

La protagonista di questo romanzo è Allyson, un'adolescente come tante, con i suoi problemi e i suoi interessi, che però vede entrare nella sua vita una persona che sconvolgerà tutti i suoi pensieri e tutto quello che pensava del mondo fino ad adesso. Questa ragazza è Coleen che con la sua vivacità e la sua dolcezza riesce ad avvicinare Allyson. Tra loro due nasce subito una grande intesa e una grande amicizia. Allyson, dopo aver conosciuto Coleen, capisce che tutte le cose futili che la preoccupavano prima sono sciocchezze in confronto a ciò che passa la sua amica e che non sono quelle le cose veramente importanti nella vita perché questa ha mille altri aspetti e tonalità.
Coleen non è una ragazza depressa, triste e disperata per il fatto di avere la leucemia: dopo due anni e mezzo di chemio e radiazioni, dopo questi anni passati a non vivere la sua vita, non se la prende più con essa e non ha paura di quello che le riserba il futuro. E' una ragazza con una grande forza d'animo che riuscirà a tirar fuori anche nei momenti più cupi.
Questi due personaggi mi sono piaciuti molto perché hanno tutte e due un carattere particolare. Mentre leggevo, vedevo come il loro legame si solidificava sempre di più, diventando così compatto e solido che niente avrebbe potuto spezzarlo.

Se vivi nel momento, il tempo passerà così com'è.
E non va misurato in minuti, ore e giorni, sai?-
-E come va misurato?- chiedo.
-In respiri-.

Questo è il primo libro che leggo di quest'autrice e devo dire che mi ha sorpreso molto. Non avrei mai pensato che mi potesse coinvolgere così tanto. E' stata una lettura piacevole e mai noiosa: la lettura non era lenta , anzi, andava molto veloce (cosa che ho apprezzato molto). Mi è piaciuto anche trovare libri che conoscevo (e che amo) dentro questo romanzo e ho apprezzato anche l'inserimento della canzone "Forever Young" che, in questo contesto, aveva un significato molto profondo.
La leucemia è una malattia che vorrei curare da quando ho perso un persona importante per colpa di essa e alzo le tre dita della mano sinistra (Hunger Games) per tutti coloro che la stanno combattendo.

Forever Young
I wanna be
forever young.
Do you really wanna live forever,
forever,
or never?


Quattro Anelli


~Intervista~


-Ciao Rebecca! Parlaci prima di te: quali sono le tue passioni, oltre a scrivere naturalmente?Prima di tutto grazie per ospitarmi sul tuo blog! Allora, sono una ragazza di ventinove anni, abito in Toscana e, come avrete intuito, la mia passione più grande è la scrittura. Sin dall’infanzia ho avuto anche la passione per la recitazione ma poi l’ho persa con il passare degli anni. Una passione che invece non perderò mai sarà quella per i viaggi, purtroppo non viaggio quanto vorrei, al momento sono stata diverse volte in Spagna, in Francia, negli Stati Uniti e poi ho vissuto per un anno a Londra. Viaggiare mi piace molto perché mi permette di ampliare i miei orizzonti, conoscere nuove persone e vedere nuovi luoghi e spero di poter preparare presto la valigia e partire per una nuova avventura!

-Come è nata la tua passione per i libri?
Quella per i libri è una passione che è nata con me. Sin da piccola mi piaceva molto leggere e scrivere, durante le lezioni d’italiano mi piaceva un sacco scrivere i temi, ogni argomento che veniva proposto era per me una sfida e sceglievo sempre quello più ostico, più controverso. Durante gli anni delle scuole elementari scrivevo brevi racconti, a scuola mi piacevano molto gli esercizi tipo quelli in cui la maestra ci dava cinque parole da lei decise, che spesso non avevano molto in comune fra loro, e poi ci chiedeva di tirarci fuori un racconto. Man mano che crescevo ho cominciato a scrivere romanzi, prima piuttosto brevi poi più lunghi, e non ho mai perso la passione per la lettura. Penso che leggere sia un modo per confrontarsi, spesso con se stessi o con persone/scrittori che oggigiorno non ci sono più. Preferisco di gran lunga i classici perché ultimamente il panorama dei libri mi sembra sempre più deprimente, con pochi romanzi (solitamente poco pubblicizzati) che si distinguono dalla massa commerciale di libri erotici/young adults/new adults ecc che si somigliano tutti. Di sicuro non smetterò mai di scrivere, è qualcosa che mi fa stare bene e mi rende felice e al tempo stesso posso far emozionare i miei lettori e posso far conoscere loro delle realtà cui magari non avevano pensato spesso, prima d’imbattersi nei miei romanzi.

-Quali sono i generi letterari che ti piacciono di più? E quali temi ti piace trattare di più quando scrivi?
I generi letterari che preferisco leggere non corrispondono necessariamente a quelli che preferisco trattare quando scrivo. Quando leggo mi piacciono i romanzi storici, di qualunque periodo storico; dal classico romanzo vittoriano stile Charles Dickens a quelli su periodi storici meno trattati, poi mi piacciono le biografie/storie vere ma solo se di persone interessanti e con le quali penso di poter avere qualcosa in comune, ogni tanto mi concedo anche degli young adults e dei new adults e in estate i chick-lit, perfetti per la spiaggia. Quando scrivo non ci sono mezze misure, scrivo esclusivamente storie che mi colpiscono, per un motivo o per un altro, e di cui penso che si debba parlare di più. Come nel caso del mio romanzo d’esordio, “La mia amica ebrea”, mi piace raccontare lati meno trattati di argomenti e periodi storici piuttosto conosciuti, nel mio libro infatti il lettore vive l’Olocausto dal punto di vista di Josepha, una quindicenne “ariana” che vive nella Germania nazista del 1943 il cui piccolo, grande mondo viene messo a soqquadro quando suo padre decide di nascondere una famiglia di ebrei in soffitta, fra cui Rina, coetanea di Josepha, che diventerà la sua migliore amica. Mi piace sfidare i lettori, spingerli a ragionare, a scavare nella loro anima e coscienza, a chiedersi che cosa avrebbero fatto loro al posto dei miei personaggi; con “Fino all’ultimo respiro” invece ho voluto scrivere un romanzo di formazione, la cui co-protagonista è una diciassettenne che vive con la leucemia. Mi piace cercare i dettagli, per esempio si potrebbe dire “si parla tanto di cancro…” sì, ma l’età della co-protagonista spinge a trattare il cancro nell’adolescenza, argomento di cui non si parla mai abbastanza. Non so che cosa scriverò in futuro, sicuramente romanzi che trattano argomenti che mi colpiscono e che scriverò con il cuore, altrimenti non ne sarei mai completamente soddisfatta; voglio cercare voci poco ascoltate, storie poco raccontate, voglio che al termine dei miei romanzi i lettori si sentano scossi, toccati, arricchiti sempre e comunque dalle storie dei protagonisti e dai loro insegnamenti e se con i miei romanzi potrò aiutare, più o meno indirettamente, qualcuno (come nel caso di “Fino all’ultimo respiro”) ben venga.

 -Parliamo adesso del tuo romanzo. Cosa ti ha spinto a scrivere Fino all'ultimo respiro?
L’idea per “Fino all’ultimo respiro” è nata in maniera inaspettata; stavo scrivendo un altro romanzo, uno di quelli che scrivo solo per il piacere di farlo quando mi è venuta l’idea per questa storia d’amicizia fra due adolescenti qualunque, di cui una malata di leucemia. All’inizio pensavo che “Fino all’ultimo respiro” sarebbe stato un romanzo come gli altri, sia da scrivere sia per quanto riguarda la promozione, ma come faccio sempre prima di scrivere i miei libri mi sono documentata sull’argomento da trattare: ho fatto ricerche mediche riguardo alla leucemia, ai suoi sintomi più comuni, alle cure ecc e poi ho letto, guardato e ascoltato storie vere di giovani che hanno o hanno avuto il cancro; mi aspettavo storie di dolore, tristezza e morte invece tutto ciò è messo in secondo piano dalla forza, dal coraggio, dall’altruismo e dall’amore per la vita di questi giovani che devono affrontare qualcosa di così terribile!
E’ stato tutto ciò a spingermi a rendere il romanzo leggibile gratuitamente incoraggiando i miei lettori a donare quello che possono a Teenage Cancer Trust, ente benefico britannico che dal 1990 si occupa in toto degli adolescenti con il cancro, con oltre 27 reparti sparsi nel Paese, collegati fra di loro e gestiti sotto la cura dell’ente benefico.
Il romanzo è scritto in prima persona dal punto di vista di Allyson, diciassettenne scozzese con una vita come quelle di molte sue coetanee; va a scuola, ha una migliore amica (Sheona), una cotta segreta per un ragazzo, un fratello maggiore cui vuole molto bene, non sa con precisione che cosa vorra’ fare “da grande”… un giorno come un altro Sheona le chiede di sostituirla nel noioso compito di portare i compiti scolastici a una ragazza che frequentava la loro stessa scuola, e di cui Allyson ricorda vagamente il nome; questa ragazza – Coleen - è in ospedale da un sacco di tempo perché ha la leucemia. Allyson e Coleen, pian piano, diventeranno migliori amiche e nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, trapianto di midollo osseo e si ritrova ad affrontare gli umori, i sogni, le paure di Coleen che, dal canto suo, le da’ inconsciamente delle lezioni ineguagliabili che permetteranno ad Allyson di “lavarsi gli occhi” e di vedere la vita in maniera totalmente diversa. Ho scelto Allyson e non Coleen come protagonista perché io stessa non ho mai avuto il cancro e perché la maggior parte delle mie lettrici sono ragazze che non hanno e non hanno mai avuto il cancro, volevo quindi che il mio romanzo le facesse avvicinare all’argomento tramite un personaggio come Coleen (ispirato alle storie vere che ho letto e ascoltato) ma volevo che a narrare la vicenda fosse Allyson, una ragazza come loro, con cui possono identificarsi con più facilità. Spero che il mio romanzo aiuti le lettrici a pensare al cancro nell’adolescenza, argomento di cui bisogna parlare sempre di più perché se molti pensano che “cancro nell’adolescenza” significhi “cancro nell’infanzia” in realtà non è la stessa cosa perché gli adolescenti si trovano in un periodo della loro vita di per sé molto complicato e la diagnosi di cancro mette in pausa le loro vite proprio quando stanno per spiccare il volo, e i loro bisogni e sogni non sono quelli dei bambini o degli adulti pertanto necessitano di un supporto specifico per la loro età.

-Coleen è una ragazza positiva e vede la vita come una cosa meravigliosa nonostante quello che sta passando e la morte non la spaventa: hai conosciuto una persona simile a lei prima di scrivere il romanzo?
 No, non ho conosciuto personalmente persone come Coleen ma sia prima sia durante la stesura del romanzo ho letto e ascoltato storie di giovani che hanno o hanno avuto il cancro e come ho detto prima sono  rimasta colpita dalla  loro forza, dal loro altruismo e dal loro amore per la vita! Non so se avete sentito parlare di Stephen Sutton, diciannovenne inglese con un cancro terminale che è morto ad aprile di quest’anno, lo porto spesso come esempio della forza, dell’ottimismo e dell’altruismo di questi ragazzi: a dispetto della sua situazione, Stephen ha raccolto oltre 4 milioni di sterline in favore di Teenage Cancer Trust e ha ricordato alle persone che cosa conta davvero nella vita. Ci sono tanti altri ragazzi e ragazze come Stephen, o più generalmente ragazzi e ragazze che affrontano la loro malattia con sorrisi, forza e altruismo, nonostante – come faccio capire anche dalle situazioni e dall’umore di Coleen – abbiano anche dei “giorni no”. Al momento sono in contatto tramite Internet con diversi giovani, specialmente ragazze, che hanno avuto il cancro; sono tutte persone splendide, che a dispetto della giovane età avrebbero qualcosa d’importantissimo da insegnare a tante persone che conosco, e non solo. Una volta una lettrice mi ha scritto che secondo lei Coleen è un personaggio irreale proprio a causa del suo ottimismo; io stessa sono rimasta stupita di fronte al comportamento di questi ragazzi, e dico no, Coleen non è un personaggio irreale, è l’insieme d’informazioni che ho percepito dalle storie vere dei giovani con il cancro e ci sono un sacco di storie di ragazzi e ragazze che vogliono aiutare gli altri, vogliono raccogliere fondi per beneficenza, o semplicemente trovano modi per affrontare la loro battaglia con forza e allegria… nonostante non abbia mai conosciuto dal vivo nessuna di queste persone, mi hanno insegnato moltissimo e la mia soddisfazione più grande (insieme con il ricevere donazioni in favore di Teenage Cancer Trust da parte dei miei lettori) è quando le lettrici, specialmente le più giovani, mi scrivono che grazie alle parole di Coleen adesso guardano la vita in maniera diversa e che hanno imparato molto; le parole di Coleen sono ispirate a quelle di quei piccoli, grandi eroi che troppo spesso passano inosservati.

-L'amicizia tra Coleen e Allysonn ci da prova che se questo legame è davvero forte non potrà essere mai spezzato: anche tu, come loro, hai un legame simile con qualcuno?
No, non ho e non ho mai avuto un’amicizia così profonda con qualcuno. Sono legatissima a mia sorella Sofia, ma penso che il nostro sia un rapporto che va oltre l’amicizia, nel senso che ci sentiamo due parti della stessa anima. Con il mio romanzo spero di spronare le persone, specialmente i giovani, che conoscono qualcuno con il cancro a stargli vicino. Il cancro ci fa paura, quando se ne parla si pensa al dolore, alla morte e naturalmente tutto ciò ne fa parte, ma come tutti i nemici, anche il cancro diventa meno spaventoso se lo conosciamo e lo affrontiamo insieme. Se avere il cancro e’ difficilissimo per i giovani che ne sono colpiti, lo e’ anche per i loro amici e penso che, alla base di tutto, ci sia proprio la profondità dell’amicizia. Tanti giovani con il cancro dicono di essersi allontanati dagli amici che avevano prima della diagnosi e di averne trovati altri, migliori di quelli che hanno perso, amici che hanno o hanno avuto il cancro e che li capiscono appieno; anche se un giovane sano non può capire appieno che cosa significa vivere con il cancro spero che il mio romanzo li aiuti a stare vicini alle persone che amano, a parlare con loro, a trattarli come sempre, senza mai arrivare al punto in cui si sentono soli. Tutti, a prescindere dalla nostra età, possiamo fare qualcosa – anche “solo” delle piccolezze – per chi sta male, e non parlo più solo del cancro, purtroppo ci sono tantissime malattie ma penso che se il rapporto – qualunque tipo di rapporto, dall’amicizia all’amore – è puro, profondo e sincero la persona troverà il modo di aiutare l’altro.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Rebecca! A presto! :)

8 commenti:

  1. Mi ispira come libro,anche perchè rispecchia uno dei miei generi preferiti :D Mi sono iscritta al tuo blog,se ti va dai un'occhiata al mio <3

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  2. Nel mio blog c'è un premio per te!
    http://leggereunmododivolaresenzali.blogspot.it/2014/08/the-very-inspiring-blogger-award.html

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  3. Mi piacerebbe leggere questo libro ma cerco di evitare trame del genere perché dopo starei malissimo.
    Ho letto l'intervista. L'autrice manda un messaggio importante e le sue parole toccano il cuore ♥

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    1. In questo libro sono riuscita a trattenerle le lacrime ma io sono una fontana ambulante se ci sta anche un minimo pezzetto triste. Hai ragione sulle sue parole <3

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  4. Una bella intervista davvero! Un tema non facile, ma sembra trattato bene e sopratutto con il cuore. Complimenti all'autrice e e te :3

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